Saragozza, la cittá piú spagnola della Spagna

Per me il Capodanno e’ un giorno un po’ atipico da sempre.

Da ragazza mi organizzavo sempre per raggiungere mia cugina Lia nelle Marche per lavorare con lei come cameriera nei ristoranti che organizzavano il veglione. Passare del tempo insieme per me era rigenerante. Lei per me e’ una sorella maggiore, quella che studiava fuori sede, quella che viaggiava e leggeva, che mi portava ai concerti e che mi capiva nel trambusto adolescenziale, che mi supportava in tutto e mi cazziava anche con i giusti toni se ce n’era bisogno. Insomma ispirazione pura. Ai nostri tempi a capodanno un cameriere riusciva a guadagnare quasi 5 volte in piu’ di un giorno normale. Ci si divertiva, ed a servizio completato, ci si trascinava nel bar migliore di San Benedetto  (Lia e’ un degustatrice di cappuccini) per un cornetto ed una bomba alla crema e con un caldissimo cappuccino si brindava all’anno appena iniziato.

Anche adesso che ho una famiglia spesso abbiamo scelto di passare la notte di Capodanno a casa in comodità’ con amici ma anche soli, o al massimo spostarci per un week end nei paraggi, soprattutto per evitare veglioni dal cibo scadente, code negli aeroporti o per non pagare un biglietto d’aereo tre volte il suo prezzo di mercato.

Quest’anno pero’ avevamo proprio bisogno di evadere da Barcellona. Incredibile vero? Gli ultimi mesi in Catalogna sono stati un po’ difficili.

Prima l’attentato il 17 Agosto, che ha ferito con un colpo tanto inaspettato quanto doloroso la città’ dai mille colori. Poi ad ottobre le rivolte politiche sull’indipendenza. Situazione pesante per chi non puo’ prendere parte al dibattito come tutti gli stranieri che vivono in città’. In più’ ho iniziato da poco una nuova avventura lavorativa, molto impegnativa come logistica ed orari.

Insomma avevamo proprio bisogno di un viaggio, di evadere, di ricaricare le pile e rigenerare la mente.

Abbiamo scelto di partire in macchina per essere più’ liberi e per scegliere un itinerario che non fosse più’ lungo di tre-quattro ore di viaggio. Abbiamo gia’ visitato piu’ volte Valencia, ed anche la vicina Carcassone, quindi per esclusione Saragozza e’ stata la nostra scelta.

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Da Barcellona dista poco più’ di 300 chilometri, con tre ore di macchina siamo arrivati in città’, attraversando chilometri di aride praterie accompagnati dalla playlist del mio iPhone molto allegra.

La Guida Lonely Planet la defisce ”(…) la città più spagnola della Spagna. Il suo fascino risiede principalmente nel fatto di essere relativamente poco frequentata dai turisti, per i quali in genere è solo una stazione ferroviaria lungo il percorso da Madrid a Barcellona. Chi decide di scendere dal treno, però, raramente resta deluso”.

Capitale dell’Aragona, con i suoi 700 mila abitanti, Saragozza e’ la quinta città’ di Spagna. Mi hanno colpito le parole di un’amica incontrata in città’: “Zaragoza, la gran desconoscida”. Ed in effetti cosi’ e’ stato per noi. Per un week in macchina da Barcellona, abbiamo sempre preferito Valencia, a volte ci siamo anche spostati più’ a sud, ma questa citta’ su cui, chissà’ perche’, non avevamo tante aspettative, e’ stata davvero una piacevole scoperta.

Viaggiare con i bambini a seguito, lo sappiamo, impone sempre ed ovunque una regola: praticità. Saragozza si allinea perfettamente a questa esigenza: e’ una cittadina molto curata e semplice da visitare, assolutamente a misura di famiglia.

Il periodo poi e’ stato ancora più azzeccato perche’ nella bellissima piazza del Pilar in pieno centro (a 50 metri dal nostro Hotel), e’ stata allestita un’area enorme completamente dedicata ai più piccoli. E’ stato bello poter passeggiare per la città’ con l’opzione d’intrattenere Giacomo tra un giro di giostra ed una visita culturale. La sua attrazione preferita e’ stata senza dubbio Il park Multiavventura con la Gran Tirolina, un percorso di arrampicata a misura di bimbo. Gli istruttori erano disponibili e cordiali e ormai chimavano il monello per nome, dato che ci hanno visto più’ di una volta da quelle parti. Ma siamo stati anche sulla ruota panoramica in legno, su per discesa in slittino e sul carosello a manovella, e ci siamo rilassati passeggiando tra le varie casette di legno che vendevano leccornie natalizie e prodotti di piccolo artigianato. Abbiamo anche espresso un desiderio che abbiamo affidato all’Arbol de los deseos di Saragozza, chissà cosa accadrà’ ai nostri sogni quest’anno.

La sera la zona più’ mondana e caratteristica e’ quella del quartiere antico. Ci siamo persi per le stradine del Tubo, dove tra un bar e l’altro si puo’ degustare dell’ottimo vino accompagnato da delle gustosissime tapas ad un prezzo ottimo paragonato agli standard di Barcellona. La zona, visti i giorni festivi, era molto popolata, un’ambiente pero’ gestibile, dove anche con Giacomo appisolato nel passeggino abbiamo potuto girare e trovare un angolino per 30 minuti di pace, socializzazione ed un brindisi.

Itinerario culturale a Saragozza a misura di bimbo.

Immancabile e consigliatissima la visita alla basilica di Nostra Signora del Pilar, uno dei santuari mariani più importanti del mondo cattolico.

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Barocca e maestosa, sia per le sue proporzioni, ma anche per le sue decorazioni: affreschi, marmi, bronzi e argenti e nella santa capella centrale, la piccola statua lignea della Madonna del XIV secolo vestita di preziosi e posta su una colonna di alabastro, il pilar appunto.

Secondo la tradizione questa Cattedrale è stata fondata da Giacomo il Maggiore, per questo internamente potete trovare una cappella dedicata a Lui. Chi mi conosce sa quanto io sia legata a questo Santo ed la sua citta’. Abbiamo dedicato una preghiera alla mia nonna appena scomparsa ma anche a tutte le cose belle che questo 2017 ci ha regalato.

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Essendo l’ultima domenica del mese la visita al Castello della Aljafería era gratuita. Costruito dai Mori, dopo la conquista cristiana divenne residenza reale del regno di Aragona e poi sede dell’Inquisizione. Ad un paio di chilometri dal centro immerso in un parco bellissimo, attualmente e’ la sede della Cortes de Aragon, il parlamento regionale della comunità autonoma d’Aragona.

Visitarlo e’ un po’ come intraprendere un viaggio nel tempo e nei diversi stili architettonici: il palazzo islamico, il palazzo cristiano-medioevale, il palazzo dei Re cattolici e infine le ristrutturazioni e ampliamenti effettuati in epoca moderna e contemporanea.

Al suo interno è possibile ammirare anche la torre del Trovador, torre del mitico personaggio immortalato da Giuseppe Verdi nell’opera lirica Il trovatore.

Siete curiosi di sapere dove e cosa abbiamo cenato per la magica notte del 31?

Per chi non lo sapesse in Spagna il 31 e’ tradizione passarlo con la famiglia cenando a casa e uscendo dopo la mezzanotte per raggiungere gli amici. Da genitori sprovveduti quali siamo avevamo pensato ad una cena senza troppe pretese (io sognavo una pizza) e poi tornane in hotel per brindare in pigiama con la nostra bottiglia di champagne lasciata a ghiacciare in stanza. Ed invece alle 20 a Saragozza sembrava di essere in una città deserta. I pochi locali aperti avevano tutto prenotato. Il buon papa’ e’ riuscito a trovare un posticino che preparava panini con salsiccia e raccattato delle bibite. Giacomo era felicissimo, contento di poter mangiare in pigiama un hot dog (come Slimer degli acchiappafantasmi), senza regole e con un comodino come tavolo. Incredibile come i bambini riescano a tramutare gli imprevisti in gioia pura, sicuramente meglio di noi adulti.

Chicche di Saragozza

La città di Saragozza vanta i titoli di Molto Nobile, Molto Fedele, Molto Eroica, Molto Benefica, Sempre Eroica e Immortale, concessi in merito alla resistenza contro l’esercito napoleonico nei suoi territori durante la Guerra d’Indipendenza. Tutti questi titoli si riflettono sul tuo scudo, dalle iniziali di ognuno di essi.

Parliamo di un dolce tipico di Saragozza. Si tratta della frutta d’Aragona, frutta candita e ricoperta di cioccolato. I frutti più utilizzati sono pere, mele, arance o fichi. Vengono venduti avvoltoi da una carta colorata e l’aspetto è molto simile a quello di un cioccolatino.

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I nostri posti preferiti- Dove mangiare a Saragozza.

Taverna 1941- Calle Martires Nº 2, 50003 Zaragoza, España. +34 876 28 51 39

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Chi mi conosce lo sa, la cucina Galiziana mi fa impazzire. Qui a Saragozza siamo capitati in questo locale perche’ prometteva bene e perche’ era l’unico ad avere qualche sgabello libero ed un po’ di spazio per il passeggino. Buona scelta, e l’accento del nord dei camerieri mi ha riportata nella mia Santiago.

Café Botanico- Calle Santiago 5, 50003 Zaragoza, España, +34 976 29 60 48

Abbiamo scoperto questo posto per caso, ma dal primo momento ce ne siamo innamorati. Immaginate una cucina aperta con un’isola dove potete trovare tutte le torte della nonna appena sfornate. Ma anche piccoli panini, spremute d’arancia e tortilla di quelle autentiche. Ecco se un giorno mi decidessi ad aprire qualcosa di mio, questo e’ lo stile di locale che vorrei.

Café La Bienvenida-  Plaza Ntra. Sra. del Pilar, 16, 50003 Zaragoz.  976 20 71 14

Scoperta piacevole dell’ultimo giorno. Esattamente nella piazza del Pilar potete trovare questo posto carinissimo, torte artigianali buone e servizio cortese. Decorazione in stile norvegese ed un caffè’ (nespresso) buonissimo, cosa che in Spagna e’ quasi un miraggio.

La tasca de Pablo- Calle Libertad, 6, 50003 Zaragoza

Di poche pretese ma perfetto per ”unas patatas y huevos rotos con cerveza”.

Riflessioni

Durante questa mini vacanza a Saragozza mi e’ capitato spesso di stupirmi della gentilezza altrui. Cedere il passo, salutare per strada senza conoscersi, attaccare bottone al bar, lasciare il posto nell’angolo più comodo del locale perché “il bambino prima di tutto”. Non so voi ma a me questi dettagli mi ricordano che non è impossibile. Possiamo e dobbiamo essere migliori e più predisposti verso il prossimo.

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